Swissolar chiede degli adattamenti alla Legge sull'energia

24. giugno 2020

Swissolar ritiene che gli obiettivi e le misure proposte dalla Confederazione nella Legge sull'energia (LEne) in riferimento all'evoluzione delle energie rinnovabili, siano insufficienti.

(Articolo adattato e tradotto, ripreso da energate.ch)

Gli esperti stimano che il fabbisogno aggiuntivo di elettricità da energie rinnovabili si attesta a circa 45 miliardi di kWh. Questo bisogno può diminuire, ma può anche aumentare considerevolmente se le energie fossili impiegate nei settori dell'agricoltura e dell'aviazione verranno rimpiazzate dell'elettricità, oppure se le misure di efficienza negli edifici avranno un impatto minore. Questa produzione aggiuntiva di elettricità dovrà essere disponibile possibilmente prima del 2050.

Sottolineiamo inoltre che la Commissione federale dell'energia elettrica (Elcom) raccomanda una produzione aggiuntiva di energie rinnovabili tra i 5 e i 10 miliardi di kWh focalizzata sull'elettricità nel periodo invernale, per rafforzare l'approvvigionamento elettrico. Potenziali problemi di approvvigionamento concernono principalmente i mesi di dicembre, gennaio e febbraio. In autunno e in primavera il fotovoltaico può già apportare un contributo significativo, soprattutto se si espande in modo massiccio.

L'uso del fotovoltaico sulle superfici delle infrastrutture deve venir rafforzato

Swissolar auspica inoltre un'utilizzazione accresciuta delle infrastrutture per l'installazione di impianti fotovoltaici. Secondo l'Ufficio federale dell'energia (UFE), sfruttando le superfici di tetti e facciate adeguate, si potrebbero produrre circa 67 miliardi di kWh, di cui almeno il 30% nel semestre invernale. Questo mostra che il fotovoltaico deve diventare il secondo pilastro del nostro approvvigionamento energetico dopo l'idroelettrico e che potrebbe coprire il fabbisogno aggiuntivo di elettricità di 45 miliardi di kWh. Tuttavia, anche l'ulteriore espansione delle altre energie rinnovabili, in particolare l'energia eolica, è auspicata.

Limite di 500 kW tra piccoli e grandi impianti

La procedura di bando di concorso deve rimanere deliberatamente aperta. A dipendenza della situazione, può essere più efficace un bando di concorso basato sui contributi d'investimento oppure basato sui premi del mercato. Chi deve far capo a capitale di terzi può convivere meglio con un contributo all'investimento. Inoltre, in questo caso si è esposti a minori rischi normativi. Le aste dovrebbero venir applicate solo per impianti a partire da 500 kW senza consumo proprio. 500 kW è pure il valore di riferimento a partire dal quale un impianto dovrebbe venir classificata come "grande". In linea con la legge europea.

La prevista liberalizzazione del mercato elettrico crea incertezza tra gli investitori

La prevista liberalizzazione del mercato elettrico rappresenta un'ulteriore incertezza per gli investitori. I fornitori di energia non potrebbero più fatturare ai clienti a loro legati l'intero prezzo medio dei costi della produzione elettrica, ma solamente i costi marginali. Per il fotovoltaico viene a mancare la tariffa di ripresa come fondamentale strumento di finanziamento. La liberalizzazione del mercato comporta dunque costi di promozione aggiuntivi che l'attuale supplemento di rete di 2,3 ct./kWh non riesce a coprire. Un aumento del prelievo deve compensare le conseguenze di questo cambiamento di sistema. Ciò permette tra l'altro di finanziare una tariffa di ripresa minima uniforme su scala nazionale per i piccoli impianti, conformemente all'Art. 15 della Legge sull'energia. Sulla base di queste considerazioni, la Legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl) e la Legge sull'energia (LEn) devono assolutamente venir legate tra loro.