Fotovoltaico: riduzione degli incentivi, ma assenza di misure per ridurre i costi

23. ottobre 2019

L'ulteriore riduzione dei contributi una tantum (rimunerazione unica) per impianti fotovoltaici a partire dal 1° aprile 2020, decisa oggi dal Consiglio federale, ha suscitato incomprensione presso Swissolar. Il Consiglio federale giustifica la riduzione dei contributi con l'ipotesi discutibile che ad aprile 2020 i costi d'investimento sarebbero di oltre il 9% inferiori rispetto all'anno precedente. Tuttavia ciò è estremamente poco probabile, anche se i prezzi dei moduli dovrebbero continuare a scendere, come ipotizzato dal Consiglio federale. Ciò poiché il prezzo dei moduli da solo incide meno della metà sui costi di investimento. Perlomeno i tempi di attesa per ricevere le rimunerazioni si sono ridotti di un anno.

Come prerequisito per un'ulteriore riduzione della rimunerazione unica (RU) per chi realizza un impianto fotovoltaico, Swissolar ha segnalato nella consultazione che ha preceduto l’attuale revisione delle ordinanze federali che gli oneri burocratici per la costruzione di un impianto fotovoltaico dovrebbero essere ridotti. I vari permessi e controlli comportano, da soli, un investimento di 8-12 ore per impianto. Nel processo di consultazione, Swissolar ha avanzato diverse proposte per ridurre la burocrazia, ma queste non sono state ancora prese in considerazione, a parte una semplificazione del sistema di certificazione degli impianti per Pronovo. In parole povere, l’incidenza della rimunerazione unica nei costi d'investimento diminuisce nuovamente, il che rende meno interessante la costruzione di impianti fotovoltaici. Ciò è in contrasto con gli obiettivi della Strategia energetica 2050 e con gli obiettivi della politica climatica svizzera. Perlomeno i tempi di attesa per ricevere le rimunerazioni si sono ridotti di un anno, il che rappresenta un incentivo ad investire. A medio termine auspichiamo un'ulteriore riduzione di 3 mesi dei tempi di attesa.

Rispetto al progetto di consultazione, non è fortunatamente stata effettuata alcuna riduzione della parte di contributo legata alla potenza dell’impianto. Il contributo di base è stato invece ridotto del 29%. Questo crea indirettamente un incentivo a non dimensionare gli impianti in modo troppo esiguo. In effetti oggi si costruiscono di solito piccoli impianti ottimizzati per il consumo proprio e che quindi non utilizzano l'intera superficie del tetto disponibile. Ciò è problematico dal punto di vista economico (economia di scala poco sfruttata) e per quanto riguarda l’auspicata espansione dell'energia solare.

Anche i tassi di rimunerazione per l'immissione di elettricità (SRI) per impianti fotovoltaici vengono ridotti (9 anziché 10 centesimi per kWh). Anche questo è discutibile per le ragioni sopra esposte, ma è di scarsa importanza per l'ulteriore espansione del fotovoltaico, in quanto praticamente nessun impianto di nuova costruzione può beneficiare della SRI.

Per contro, dal punto di vista di Swissolar, la revisione parziale dell'ordinanza sull'energia (OEn) non presenta problemi. Rilevante per il settore solare è l’art. 16 cpv.3, che specifica che per quanto riguarda i raggruppamenti ai fini del consumo proprio (gruppi di autoconsumo) i costi di riferimento del prodotto elettrico esterno sono quelli relativi al prodotto elettrico standard esterno che il singolo partecipante al RCP acquisterebbe se non ne facesse parte.

 

> Comunicato del Consiglio federale del 22 ottobre 2019 - Netta riduzione dei tempi d'attesa per gli impianti fotovoltaici

> Comunicato del Consiglio federale del 23 ottobre 2019 - Revisione Ordinanze in ambito energetico